Tempeste, gelate e corrente a getto in cambiamento

Inviato il da Oleksandra (meteoblue)

Al di sopra delle nostre teste, a un’altitudine simile a quella di crociera degli aerei commerciali, scorre un intenso flusso d’aria che influenza continuamente il tempo al suolo. Questa corrente, nota come corrente a getto, in inverno gioca un ruolo chiave nel determinare tempeste, gelate o fasi di tempo stabile.

La corrente a getto è una stretta fascia di venti molto forti che scorrono da ovest a est negli strati superiori della troposfera, generalmente tra i 9 e i 12 chilometri di altitudine. Piuttosto che una singola linea fissa, è meglio immaginarla come un ampio corridoio di aria in rapido movimento, con i venti più intensi nel nucleo e più deboli verso i bordi. In alcune zone, può estendersi per centinaia di chilometri in larghezza e per diversi chilometri in spessore.

La loro esistenza è legata ai contrasti di temperatura. La Terra riceve più energia solare all’equatore che ai poli, e l’atmosfera lavora costantemente per ridistribuire questo calore. Dove l’aria fredda polare incontra l’aria più calda delle basse latitudini, si formano forti gradienti di temperatura. Questi contrasti sono più marcati in inverno, quando le regioni polari si raffreddano notevolmente mentre i tropici restano caldi. In combinazione con la rotazione terrestre e l'effetto Coriolis, questo squilibrio termico dà origine a potenti venti occidentali: le correnti a getto.

Nell’emisfero settentrionale, dominano due principali correnti a getto. La corrente a getto polare, solitamente tra i 50 e i 60 gradi di latitudine nord, è la più influente sul tempo invernale in Nord America, Europa e gran parte dell’Asia. Più a sud si trova la corrente a getto subtropicale, vicino ai 30 gradi di latitudine nord, che influenza principalmente i modelli meteorologici delle regioni più prossime ai tropici. Correnti a getto simili esistono anche nell’emisfero meridionale; non essendo interrotte da grandi masse continentali, tendono a essere più simmetriche e persistenti.

Forte ondulazione della corrente a getto guida masse d’aria calda e fredda attraverso i continenti, portando spesso a condizioni meteorologiche più durature ed estreme.

La corrente a getto agisce come una corrente guida per i sistemi meteorologici. Le aree di bassa pressione, che portano vento, pioggia e neve, tendono a formarsi e intensificarsi lungo di essa, spostandosi poi nella direzione del flusso. Quando la corrente a getto è forte e relativamente rettilinea – situazione nota come flusso zonale – i sistemi meteorologici si muovono rapidamente da ovest a est. In queste condizioni, le tempeste sono di solito rapide e di breve durata e le variazioni di temperatura limitate.

Talvolta la corrente a getto diventa più ondulata, sviluppando grandi onde nord-sud. I meteorologi definiscono questo pattern flusso meridionale. In queste situazioni, il tempo atmosferico tende a diventare più intenso e persistente. Profonde ondulazioni possono consentire all’aria artica fredda di avanzare verso sud, provocando gelate diffuse o nevicate, mentre creste pronunciate trasportano aria calda verso nord, portando talvolta a condizioni insolitamente miti. Queste ondulazioni rallentano anche lo spostamento dei sistemi meteorologici, aumentando il rischio di piogge prolungate, nevicate abbondanti, ondate di freddo o, in estate, ondate di calore.

Le tempeste invernali sono particolarmente sensibili alla posizione e alla forma della corrente a getto. Forti contrasti di temperatura aumentano la velocità del getto e, quando i venti intensi in quota si allineano favorevolmente, possono intensificare sistemi di bassa pressione in sviluppo, sottraendo aria dagli strati superiori dell’atmosfera e permettendo un ulteriore calo della pressione al suolo. Piccoli spostamenti della traiettoria della corrente a getto possono quindi fare la differenza tra una grande tempesta di neve e una giornata secca e nuvolosa.

Negli ultimi anni, gli scienziati hanno prestato crescente attenzione ai cambiamenti nel comportamento della corrente a getto. Con l’Artico che si riscalda più rapidamente del resto del pianeta – un fenomeno noto come amplificazione artica – il contrasto di temperatura tra le alte e le medie latitudini diminuisce. Alcune ricerche suggeriscono che ciò possa indebolire la corrente a getto, rendendola più suscettibile a grandi onde lente. Quando questi pattern si stabilizzano, le regioni possono sperimentare fenomeni atmosferici prolungati ed estremi, da lunghe ondate di freddo e tempeste invernali fino a inondazioni o siccità.

Il riscaldamento dell’Artico può alterare il comportamento della corrente a getto, favorendo condizioni meteorologiche più estreme.

Il tempo atmosferico che sperimentiamo in superficie è determinato da ciò che accade ad alta quota. Per questo motivo, il monitoraggio della corrente a getto è essenziale per la meteorologia moderna. Che l’inverno porti tempeste atlantiche intense, notti fredde e serene o improvvisi getti di aria fredda dipende spesso da come questo fiume d’aria ad alta quota si piega e serpeggia intorno al globo. meteoblue fornisce previsioni degli strati superiori dell’atmosfera, permettendo di seguire le correnti a getto a livello globale e comprendere meglio come influenzano la regione di interesse.

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