Per un’azienda il cui scopo è comprendere l’atmosfera, assumersi la responsabilità di ciò che vi immettiamo è meno un obbligo aziendale e più una questione di coerenza.
L’aggiornamento di quest’anno della strategia di protezione climatica di meteoblue porta buone notizie su entrambi i fronti: emissioni più basse e una nuova forma di azione climatica – una che non si limita a compensare il carbonio, ma lo rimuove attivamente dall’atmosfera.
Emissioni in calo nel 2025
Le emissioni totali stimate per il 2025 ammontano a 120 tonnellate di CO₂, in netta diminuzione rispetto alle 150 tonnellate del 2024. Il fattore principale è stato un forte calo negli acquisti di hardware IT, che ha più che compensato un moderato aumento dei viaggi di lavoro. Essendo un’azienda di software e dati senza attività produttive, senza parcheggi aziendali e con uffici alimentati al 100% da energia rinnovabile, l’impronta di base rimane relativamente contenuta.
Per mantenere il principio della sovracompensazione, sono state compensate complessivamente 150 tonnellate (il 25% in più rispetto alle emissioni stimate), continuando una pratica adottata fin dalla fondazione dell’azienda nel 2006.
Una nuova forma di azione climatica: biocarbone in Ghana
Lo sviluppo più significativo di quest’anno rappresenta una prima assoluta per meteoblue: la partecipazione a un progetto a emissioni negative.
In collaborazione con atmosfair, l’azienda sostiene un’iniziativa di produzione di biocarbone nel nord rurale del Ghana. I piccoli agricoltori trasformano i residui agricoli in biocarbone – un materiale stabile, simile al carbone, che trattiene il carbonio nel suolo in modo permanente anziché rilasciarlo nuovamente nell’atmosfera. A differenza dei tradizionali certificati di compensazione, che evitano emissioni future, il biocarbone rimuove attivamente la CO₂ già presente nell’atmosfera.
Il progetto offre molteplici benefici: il biocarbone migliora la capacità del suolo di trattenere acqua e nutrienti, riduce la dipendenza dagli fertilizzanti chimici e aumenta la resilienza delle colture in una regione sempre più colpita da precipitazioni irregolari. Si tratta di una soluzione circolare, in linea con le attività di adattamento climatico che meteoblue supporta attraverso i propri servizi di dati meteorologici e analisi ambientale.
L’azienda intende ampliare il proprio coinvolgimento in progetti di questo tipo nei prossimi anni.
Il progetto in corso in Ruanda
La quota maggiore della compensazione di quest’anno – 135 tonnellate – è stata destinata al progetto Rwanda Efficient Cookstoves, sempre tramite atmosfair. L’iniziativa distribuisce forni ad alta efficienza “Save80” alle famiglie rurali che altrimenti cucinerebbero su fuochi aperti a legna, riducendo il consumo di biomassa – come suggerisce il nome – fino all’80% per forno. In uno dei paesi più densamente popolati al mondo, dove la pressione sulle risorse forestali è elevata, i benefici ambientali e per la salute pubblica sono notevoli.
Prospettive: la sfida dell’energia nel cloud
Il percorso verso il 2026 non è privo di complessità. Il crescente utilizzo dell’infrastruttura Google Cloud comporta un mix energetico meno prevedibile, in netto contrasto con l’energia rinnovabile certificata che alimenta i server locali. La gestione dell’impatto climatico del cloud computing sarà quindi un punto centrale della valutazione del prossimo anno.
A livello operativo, proseguono gli sforzi per ridurre le emissioni evitabili attraverso scelte di mobilità più intelligenti, una migliore gestione dei rifiuti in ufficio e iniziative come la “Bike to Work Challenge” – tutte piccole azioni che, sommate, producono un impatto significativo all’interno del team.
Trasparenza come standard
I certificati di compensazione completi per il 2025 e per tutti gli anni precedenti sono disponibili sulla pagina dedicata alla strategia climatica di meteoblue, dove l’intero portafoglio dei progetti di CO₂ è documentato in dettaglio, con informazioni su standard, volumi e organizzazioni partner.
L’analisi meteorologica è, nella sua essenza, uno strumento per comprendere un mondo in cambiamento. Usarla in modo responsabile inizia da noi stessi.